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ReichstagA Berlino, il 27 Febbraio 1993, alle 9 e 27 della sera, un enorme incendio devasta il Reichstag, il Parlamento tedesco. Marinus Vanderlubbe, giovane, comunista, olandese, cieco da un occhio, viene trovato mezzo nudo dietro l’edificio e immediatamente arrestato. Dopo un interrogatorio e un processo, Marinus viene decapitato; tre giorno dopo avrebbe compiuto 25 anni.
Secondo gli storici sarebbe stata la Ghestapo a penetrare nel Reichstag attraverso un tunnel sotterraneo, spargendo poi agenti chimici e benzina; Marinus Vanderlub sarebbe arrivato più tardi, ad appiccare l’incendio con la sua camicia. Subito dopo, davanti alle macerie ancora fumanti del Reichstag, Adolf Hitler si incontra con Herman Goering per stilare una lista di comunisti da far uccidere immediatamente. Il giorno dopo Hitler approva il “decreto dell’incendio del Reichstag”, si sospendono molte libertà civili e si bandisce ogni pubblicazione considerata ostile alla causa nazista. Hitler, di fatto, prende il controllo del Parlamento tedesco, vara leggi speciali e comincia l’invasione dei paesi vicini, a partire dalla Polonia [1].

Note e Fonti:
[1] La Storia siamo noi – 11 Settembre 2001 dieci anni dopo

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