Media-Fakery

“[…] nella facciata della Torre Nord si vedeva distintamente la sagoma dell’aereo […]. Si distinguono, chiaramente, i contorni del primo motore, della fusoliera e del secondo motore. Possiamo vedere chiaramente la sagoma dell’aereo sulla facciata della Torre [1].”

Frasi come questa, inserite in documentari di matrice cospirazionista come “Zero: Inchiesta sull’11 Settembre”, di Giulietto Chiesa o articoli come no-planes, una teoria insostenibile, realizzato dal “teorico del complotto” Massimo Mazzucco, già autore di “11 Settembre – Inganno Globale”, sembrano voler mettere la parola fine a quella che, da sempre, viene considerata come la più folle tra le “teorie” riguardanti gli attentati dell’11 Settembre 2001, quella conosciuta col nome di “no-plane theory”.

Eh si perché, se da subito hanno destato dubbi le affermazioni rilasciate dal Dipartimento della Difesa riguardanti i due “Boeing 757” che, secondo la versione ufficiale, secondo il “9/11 Commission Report”, si sarebbero schiantati contro il Pentagono e nella buca di Shanksville, in Pennsylvania, altrettanto interesse non è stato riversato nei confronti dei due “Boeing 767” che sono stati dirottati contro gli edifici 1 e 2 del “World Trade Center”. Tutto questo per il “semplice” fatto che, agli schianti dei voli “AA 11” e “UA 175”, contro il complesso del “World Trade Center”, i nostri occhi hanno assistito. O, forse, è il caso di dire “avrebbero” assistito.

Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d’informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov’è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall’aria un pò tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall’aria un pò tonta. quello che non sanno è che si tratta di un complice.
I complici sono altri imbroglioni che inducono i polli a partecipare al gioco truccato con una messinscena volta a convincerli che non c’è alcun inganno e che se continuano a giocare, alla fine vinceranno. La funzione di un buon complice è anche quella di distogliere l’attenzione della polizia da quell’azione illegale. In tribunale, dove i cartai del gioco delle tre carte sono considerati imbroglioni e ladri, i complici sono considerati “corresponsabili” e quindi passibili della stessa pena se incriminati e giudicati colpevoli dopo un processo.
In quello che Roberto Quaglia definisce il più straordinario colossal mediatico di tutti i tempi, America under Attack, i grandi mezzi d’informazione non sono altro che dei complici, il cui successo nello svolgere questa funzione non ha pari nella storia di raggiri, truffe e fregature, come si può giudicare dall’efficacia con cui continuano a venderci un inganno talmente ovvio da indurre sempre più persone ad avvicinarsi alle così dette versioni non ufficiali [3].

Come sosteneva Ferdinand de Saussure, “Un’immagine vale più di mille parole” e scatti come questo

 

o questo

 

 

sembrano non lasciare dubbi all’immaginazione dei teorici del complotto, neanche a quelli più “paranoici” o “fissati”.Quando si ha a che fare con un “paranoico”, con un “fissato”, però, la paranoia diventa uno strumento di conoscenza. Quando la ragione, questo esile lumino, non riesce a diradare il buio in cui ci si ritrova, quando si intuisce che c’è qualcosa che non va ma il normale modo di ragionare non dà alcun frutto e, anzi, accresce la sensazione di malessere e di frustrazione che ci attanaglia, la paranoia può essere utile per vedere dove la ragione non riesce a vedere. Purché sia paranoia vera, e in quantità sufficiente. Come dice Tom Sizemore nel film di Kathryn Bigelow “Strange Days”, “Il punto non è se sei paranoico. Il punto è se sei abbastanza paranoico.”

[2].

E, in questo caso, non serve neanche essere eccessivamente “paranoici” o “fissati”, basta esserlo quel tanto che basta per spingersi oltre il proscenio, costituito dalle vetrate del “World Trade Center”, oltre il palcoscenico, costituito dal “World Trade Center” e puntare direttamente al “backstage” del più straordinario colossal mediatico di tutti i tempi “America under attack”, ovvero le vetrate opposte al foro d’entrata.

A volte, semplicemente cambiando il punto di vista, molte certezze sembrano crollare, ed immagini inequivocabili come questa

 

e questa

 

 

che sembrano avvalorare la versione ufficiale

 

 

se viste da un’altra angolazione

 



 

possono cambiare il corso della storia, influendo in maniera determinante su una teoria insostenibile.

Tutto ciò, unito ad una serie di altri inquietanti interrogativi, come quello che scaturisce dall’osservare lo strano bagliore proiettato sulle vetrate della Torre prima dell’impatto del “Boeing”

 

 

a cui vengono attribuite una serie di spiegazioni, scientifiche e non, più o meno credibili, che spaziano da un foglio di carta che vola nei cieli di New York

 

 

ad un puntatore laser, passando per lo scarico a terra dell’elettricità statica accumulata in volo, fa riflettere chi, avvicinatosi come me alle varie teorie del complotto, decide di approfondire determinate tematiche, accorgendosi, a volte, che gli stessi teorici del complotto, in realtà, finiscono per appoggiare le “versioni ufficiali”, realizzando, così, mirabili cover up; insomma, finiscono per diventare veri e propri debunkers, solamente molto più preparati, quindi molto più pericolosi.

Un altro elemento “bizzarro” riguardante i due “Boeing 767” è che il volo “AA 11”, un “Boeing 767-200ER”, come chiunque può constatare dopo un’accurata visione dei documenti, anche di quelli “ufficiali“, NON RISULTA essere mai partito l’11 Settembre 2001.

Dwain Deets, alto dirigente della NASA ora in pensione, ha affermato che “Basandosi sull’analisi dei dati radar, il National Transportation and Safety Board (NTSB, il Consiglio nazionale sulla sicurezza dei trasporti) ha stabilito che la velocità a terra appena prima dell’impatto era di 510 nodi (945 km/h). Questo è ben oltre la massima velocità di crociera di 360 nodi (667 km/h), nonché della massima velocità in picchiata di 410 nodi (759 km/h).”

 

 

Tenendo in considerazione le velocità sopra menzionate, è facile immaginare che chiunque, presente quel giorno sulle strade di Manhattan, avrebbe potuto scambiare qualunque oggetto volante proprio in un “Boeing 767”; o meglio, come è possibile riconoscere un oggetto lanciato ad una velocità di 510 nodi (945 km/h) quando ci si trova tra le strade di uno scenario come questo?

 




 

Inoltre, se è vero che la maggior parte del kerosene, causa l’impatto violento, si è riversato all’esterno delle Torri, come si può vedere da queste immagini

 

 

come si spiega il fatto che le esplosioni inizino dal centro delle torri?

 

 

Non si capisce, infatti, per quale motivo, sono in pochi, fra coloro che reputano “strane” le coincidenze riguardanti le modifiche dei piani anti incendio ed i controlli alle Torri Gemelle proprio nei piani in cui sarebbe avvenuto l’impatto, a teorizzare che quegli interventi sarebbero potuti servire per sistemate cariche esplosive nel punto del già previsto impatto.

Tutta questa serie di elementi sembra avvalorare o, quantomeno, porta a non scartare del tutto la “no-plane theory” che, anzi, con l’avanzare delle nuove tecnologie, anno dopo anno, acquisisce sempre maggiore credibilità agli occhi degli scettici; e cominciano a farsi strada nuove e sempre più supportate (dalla tecnologia) teorie alternative.

William James, psicologo e filosofo statunitense, sosteneva che “Di fronte ad una novità, la gente dice: non è vera. In seguito, quando la sua verità diventa palese, la gente dice: comunque non è importante. Infine, quando la sua importanza appare innegabile, la gente dice: però non è nuova.”.
Sta accadendo con i progetti del Nuovo Ordine Mondiale, che cominciano ad essere talmente palesi da non poter essere più nascosti perchè, come sosteneva Oscar Wilde, “Perfino le verità possono essere dimostrate”.
Quello che sta avvenendo in questi giorni per lo scandalo dell’acqua all’arsenico e per le scie chimiche, accadrà anche per la “no-plane theory”, è solamente questione di tempo.
Per dirla con le parole di Michael Bay, regista di “Armageddon – Giudizio finale”, “è avvenuto in passato, avverrà di nuovo. La questione è solo quando.”

.

Infine, per tutti coloro che si domandano come sia possibile che un missile, un ologramma, un aereo, sì, ma non di linea, insomma, tutto ciò che rientra nel calderone “no-plane”, riesca a “simulare” il rombo di un “Boeing 767”, lasciamo ai posteri questi due fermo-immagine, tratti dai tanti video amatoriali, significativi per comprendere che, anche nell’audio degli attentati dell’11 Settembre 2001, forse, qualcosa non torna.

 

Alla luce di quanto affermato e visto, una cosa è certa, la “no-plane theory” è sì, una “teoria insostenibile”

, ma né più né meno di ogni “teoria” poiché , come affermava Albert Einstein, “[…] la Natura, o più esattamente l’esperimento, è un giudice inesorabile e poco benevolo […]. Non dice mai ‘Sì’ ad una teoria: nei casi più favorevoli risponde: ‘Forse’; nella stragrande maggioranza dei casi, dice semplicemente: ‘No’. Quando un esperimento concorda con una teoria, per la Natura significa ‘Forse’; se non concorda significa ‘No’. Probabilmente ogni teoria, un giorno o l’altro, subirà il suo ‘No’.”.

E se, a confutarla, è un documento come il “9/11 Commission Report”, beh, allora…

08.50. Una ragazza di nome Karen invia un sms:
Cnn said they think it was a plane that hit the bldg.”
La CNN pensa sia stato un aereo a colpire il palazzo.”

08.51. Una ragazza di nome Teresa invia un sms:
“The World Trade Center has just blown up, we seen the explosion outside our windows.”
“Il World Trade Center è appena stato fatto saltare in aria, abbiamo visto l’esplosione fuori dalle nostre finestre.”

08:51. Un ragazzo di nome David invia un sms:
“There was some kind of explosion at World Trade Ctr.”
“C’è stata una specie di esplosione al World Trade Center.”

08:52. Un Ragazzo di nome Pat invia un sms:
Explosion at World Trade Center CNN says.”

“La CNN parla di esplosione al World Trade Center.”

08:53:
“World Trade Center – report of explosion and/or fire.”
“World Trade center – riporta di esplosione e/o fuoco.”

08:53. Messaggio della Polizia di New York:
“Possible explosion World Trade Center building”
“Possibile esplosione nel palazzo del World Trade Center.”

08:54. Messaggio della Polizia di New York:
“Airplane crash. Small Jet.”
“Incidente aereo. Piccolo velivolo.”

08:55:
Explosion at World Trade Center.”
Esplosione al World Trade Center.”

08:55:
“Call home concerning WTC explosion.”
“Chiamato a casa per chiedere delle esplosioni del World Trade Center.”

08:55. Un ragazzo di nome Andy invia un sms:
“If You don’t have radio on, small plane has hit World Trade Center.”
“Se non disponi di radio, un piccolo aereo ha colpito il World Trade Center.”

08:55:
“A small plane crashed into the World Trade Center in N.Y. just now.”
Un piccolo aereo si è appena schiantato nel World Trade Center a New York.”

08:55:
“There was an explosion at the World Trade Center.”
“C’è stata un’esplosione al World Trade Center.”

08:55:
“An aircraft of unknown origin has hit the World Trade Center in N.Y…. CNN has live pictures.”
“Un aeroplano di origine sconosciuta ha colpito il World Trade Center di New York… La CNN aveva le immagini dal vivo.”

08:55:
“Fire at Trade Center Tower #2 possible aircraft crash as the cause.”
“Fuoco alla Torre 2 del World Trade Center, la causa potrebbe essere un incidente aereo.”

08:55:
They say that a plane just hit the Twin Towers In N.Y.”
Dicono che un aereo abbia appena colpito le Torri Gemelle di New York.”

08.55:
“A small plane crashed into the World Trade Center in N.Y. just now.”
“Un piccolo aereo si è appena schiantato nel World Trade Center a New York.”

08:56:
“A plane crashed into the World Trade Center right Now… No details but it is on the NEWS.”
“Un aereo si è schiantato contro il World Trade Center in questo momento … Non ci sono dettagli ma è su [Fox] NEWS.”

08:56. News Bullettin:
“A commercial plane crashes into the World Trade Center Tower.”
“Un aereo privato si è schiantato su una delle torri del World Trade Center.”

08:57:
“Some type of explosion just moments ago. I am listening to CNN, could have been an aircraft.”
“Un’esplosione appena pochi minuti fa. Sto ascoltando la CNN, avrebbe potuto essere un aereo.”

08:58:
They believe a plane hit the top of the World Trade Center in New York.”
Ritengono che un aereo abbia colpito la cima del World Trade Center a New York.”

08:58:
“A plane crashed into the World Trade Ctr. Get to a tv so You can see this.”
“Un aereo si è schiantato contro il World Trade Center. Accendi la televisione in modo da poter vedere questo.”

08:59:
A plane just crashed into the side of the World Trade Center on the 80th floor & it’s still inside! I just saw live photos.”
Un aereo si è appena schiantato in un lato del World Trade Center all’ottantesimo piano ed è ancora dentro! Ho appena visto le foto dal vivo.”

09:02. Dipartimento dei Vigili del Fuoco:
“NYC Fire Department confirms a small plane crashed into the World Trade Center.”
“Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di New York conferma lo schianto di un piccolo aereo contro il World Trade Center.”

09:02:
Small plane crashed into the world trade center towers.”
Un piccolo aereo si è schiantato contro le Torri del World Trade Center.”

09:02:
If you can get to a TV, go watch. A small plane just crashed into the top floors of the World Trade Center.”
“Se puoi andare a vedere la televisione, fallo. Un piccolo aereo si è appena schiantato nei piani alti del World Trade Center.”

09.03:
Huge explosion just rocked the World Trade Center, the second tower is now on fire.”
Un’enorme esplosione ha appena colpito il World Trade Center, la seconda torre è ora in fiamme.”

09:04:
“Another explosion in wtc!!!”
“Un’altra esplosione nel World Trade Center!!!”

09:04:
Small plane has crashed into top floors of one of WTC towers.”
Un piccolo aereo si è schiantato i piani alti di una delle Torri del World Trade Center.”

09:06:
“First a small plane, then a jet!”
“Il primo era un piccolo aereoplano, l’altro un jet!”

09:08:
“Are you watching TV? World trade Center blowing up?”
“Stai guardando la televisione? Il World Trade Center è stato fatto saltare in aria?”

09:08:
“2 small planes.”
“Due piccoli aerei.”

09:12:
“2 small planes crashed in World Trade Ctr and it is on fire.”
“Due piccoli aerei si sono schiantati nel World Trade Center, ora in fiamme.”

09:12:
“CNN confirms. Two small planes crashed into the World Trade Center.”
“Conferme dalla CNN. Due piccoli aerei si sono schiantati contro il World Trade Center.”

09:22:
“Make sure you see what is happening on CNN explosions/jets into World Trade Tower.”
“Di sicuro stai vedendo quello che sta accadendo sulla CNN esplosioni e jet nel World Trade Center.”

09:24:
“Plane Crash| Unk| World Trade Center|2 aircraft, one small one large (poss 737) crashed into both towers of World Trade Center.”
“Schianto aereo| Sconosciuto| World Trade Center|2 aerei, uno piccolo uno grande (probabilmente 737) si sono schiantati sulle Torri del World Trade Center.”

09:30:
“Two planes just crashed into the World Trade Center !!!! a small one and a 737.”
“Due aerei si sono schiantati contro il World Trade Center!!!! Uno piccolo ed un 737.”

09:33:
“2 small planes crashed into world trade center this morining about 9am.”
“Due piccoli aerei si sono schiantati nel World Trade Center questa mattina alle ore 9 circa.”

09:33:
I saw the explosion before i left work and i’ve been watching here on t.v. at work!”
Ho visto l’esplosione prima di lasciare il lavoro e la sto guardando adesso in televisione al lavoro!”

10:18. Un uomo di nome Philip invia un’e-mail:
“One tower struck by small plane, second plane (18 minutes later) struck second tower.”
“Una torre è stata colpita da un piccolo aereo, un secondo aereo (18 minuti dopo) ha colpito la seconda Torre.”.

Il quotidiano britannico “The Guardian”, il 25 Novembre 2009, pubblica la rubrica Wikileaks publishes 570,000 messages capturing chaos of 9/11, a cura di Ed Pilkington, in cui sono riportati molti altri sms pubblicati sul sito 911.wikileaks.org, tra cui quelli scambiati tra agenti dell’FBI che invitano i colleghi, in mancanza di informazioni, a guardare la “Fox” o la “CNN”.

A pochi minuti dagli attentati, infatti, inizia a circolare la voce che le immagini TV della diretta, non solo siano in “ritardo di dieci secondi, per avere un margine di sicurezza” [5], sembra che siano anche unificate attraverso un’unica regia, “sembra che le immagini originassero dalla Fox e poi venissero girate alla CNN, in modo che tutti ricevessero le stesse immagini” [5].
L’emittente televisiva “Fox News Channel” (è bene ricordare che “FOX News” è la prima TV a dare per vincitore George Walker Bush nelle elezioni del 2000, nonostante diverse inchieste indipendenti, in momenti successivi, dimostrino che Al Gore ha ottenuto più voti; è altrettanto importante sapere che l’emittente, quella sera, vede in John Ellis Bush, cugino del futuro Presidente degli Stati Uniti, l’uomo che dirige le operazioni di “scrutinio” ed “exit pol” [11]), appartiene ad una serie di network di proprietà di Rupert Murdoch, magnate che vanta stretti legami con il partito repubblicano e forti interessi nel campo dell’industria militare; Donald Rumsfeld in persona, nella carica di Ministro della Difesa degli Stati Uniti d’America, ha tenuto a precisare l’esclusiva di “Fox News” sulla guerra in Afghanistan [6].

Prima della Guerra, all’interno dell’Amministrazione americana si combatte un’altra guerra, la “War behind Closed Doors” [7], la “guerra di gabinetto”.
All’interno dell’Amministrazione conservatrice di George Walker Bush, tre scuole di pensiero litigano tra loro. L’allora Vice Ministro della Difesa Paul Wolfowitz ed i “neo-conservatori” o neocon, ritengono che l’America sarebbe stata al sicuro solo quando il resto del mondo fosse diventato uguale a lei. L’apertura dei mercati di questo resto del mondo alle merci americane e la possibilità di sfruttare le materie prime locali da parte di società americane è un piacevole beneficio collaterale di questa strategia. Questo gruppo, dunque, promuove l’invio in Iraq di un potente esercito a cui sarebbero seguiti generosi programmi di ricostruzione, secondo l’esempio del “Piano Marshall”.
Gli assertive nationalists, ovvero i “nazionalisti dichiarati”, come il Ministro della Difesa Donald Rumsfeld ed il Vice Presidente Richard “Dick” Cheney, non condividono questa visione ambiziosa e dispendiosa dal punto di vista economico: per servire al meglio gli interessi della sicurezza americana era necessario eliminare i potenziali fattori di pericolo. Per i nazionalisti dichiarati l’obiettivo di un intervento americano in Iraq non è tanto la creazione di un paradiso democratico, l’interesse di questo gruppo per un processo di democratizzazione in Iraq dopo la terza Guerra del Golfo era altrettanto scarso di quello di democratizzazione del Kuwait dopo la seconda Guerra del Golfo [8]. A Cheney, Rumsfeld e compagnia, stavano a cuore soprattutto i vantaggi immediati che l’America avrebbe potuto ricavare da una guerra in Iraq: la creazione di importanti basi militari nella Regione, dalle quali, nel peggiore dei casi, intervenire nei paesi ricchi di petrolio quali Arabia Saudita e Kuwait e la possibilità di minacciare l’Iran, dove il petrolio è altrettanto abbondante.
Il terzo gruppo è quello degli “internazionalisti”, “nazionalisti realisti”, “realisti conservatori” o come si voglia chiamare gente come Colin Powell o Condoleezza Rice, secondo cui l’impiego della violenza è giustificato solo di fronte ad una minaccia diretta degli interessi americani. Questo gruppo vuole dare al mondo intero una giustificazione morale della guerra, aspirando ad una legittimazione internazionale. Ecco spiegate anche le ragioni dell’entrata in scena di Powell davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 5 Febbraio 2003 [9].

La guerra dietro le porte del gabinetto è vinta, come noto, dall’alleanza tra neocon e nazionalisti dichiarati: hanno inizio i bombardamenti e l’invasione dell’Iraq.

Secondo Webster Griffin Tarpley, “il mito dell’11 Settembre è […] lo strumento per legittimare le tendenze razziste, militariste e fasciste del nostro tempo”; rappresenta i politici come dei burattini nelle mani di un’élite di potere che, al momento degli attentati, appare spaccata tra una fazione di neocon estremisti, che gravita attorno a George Shutz e Rupert Mordoch, e una frangia di imperialisti maltusiani. L’investitore multimiliardario Warren Buffet, membro della fazione neocon che fa riferimento a George Shultz e Rupert Murdoch, si presenta, l’11 Settembre 2001, alla base di Offutt, in Nebraska, sede del Comando Strategico Statunitense, con altri “importanti uomini d’affari” per prendere il controllo del Governo degli Stati Uniti qualora Bush e Cheney fossero caduti lungo il percorso, allo stesso modo in cui Yanaev, Pugo, Yazov, Pavlov ed il resto del “comitato dei nove” (“Comitato di Stato per l’Emergenza”“G.K.Ch.P.”) avevano tentato di soppiantare Gorbaciov nel colpo di Stato dell’Agosto del 1991 [10].

“Timothy Snyder and two other employees of ‘Thermo Electron’ were in their 85th floor office in the North Tower of the ‘World Trade Center’ when the plane hit three floors above them. They didn’t know it was a plane; Mr. Snyder believed it was a bomb.”

“Timothy Snyder e due altri dipendenti di ‘Thermo Electron’ erano nel loro ufficio all’ottantacinquesimo piano della Torre Nord del ‘World Trade Center’ quando l’aereo ha colpito tre piani sopra di loro. Non sapevano che fosse un aereo; il Signor Snyder credeva che fosse una bomba.”.

Fonte: sites.google.com

“A black woman, covered in soot, interviewed by ‘ABC’ (Youtube): ‘We saw a shadow which looked like a plane. Next thing we know it’s boom, boom and the floors started shaking.'”

“Una donna nera, coperta di fuliggine, intervistata da ‘ABC’ (Youtube): ‘Abbiamo visto un’ombra che sembrava un aereo. La cosa che abbiamo sentito subito dopo è stato un boato, un boato ed i pavimenti che hanno iniziato a tremare.'”.

Fonte: www.wikispooks.com

“Alle nove meno un quarto, ora di New York, una violentissima esplosione ha squarciato almeno sei piani del ‘World Trade Center’ […]. L’esplosione è stata violentissima, si vedono già sei o sette piani interamente squarciati e nuvole di fumo che stanno uscendo dal grattacielo.”

Fonte: Radio24

“Avevamo fatto molte esercitazioni e invece, dopo il boato, non scattò nessun allarme. Cercai di rimettermi al lavoro e, solo parecchi minuti dopo, il telefono squillò. L’altro aereo era appena entrato nella Torre Sud ma non me n’ero accorto. Era un amico giornalista, Massimo Jaus di America Oggi. Urlava: ‘Scappa, un aereo ha colpito le torri’.”.
Lucio Caputo, Presidente dell’“Italian Wine & Food Institute”.

Fonte: “Il Venerdì di Repubblica”, 19 Agosto 2011

“Mentre mi allontanavo dalla Torre Sud sentii il sibilo. Il tempo di girarmi e il secondo aereo era entrato nell’edificio che, fino a quel momento, era il mio ufficio.”.
Ruggero de Rossi, a capo del fondo di investimento “Tandem Global”.

Fonte: “Il Venerdì di Repubblica”, 19 Agosto 2011

“Mi trovavo alla base del WTC2, quando sentii l’impatto del primo aereo che colpiva la Torre Nord.”.
David Lim, Poliziotto della “Port Authority” di New York, assegnato al servizio di vigilanza presso la Torre Sud.

Fonte: americanradioworks.publicradio.org

“Due enormi esplosioni ed il nostro edificio ha vacillato. Tutto è esploso, nella nostra stanza. Ci trovavamo all’ottantaquattresimo piano. Quel che all’epoca non sapevo, è che il secondo aeroplano si era appena schiantato sei piani più in basso, quindi eravamo sei piani sopra il punto d’impatto.”.
Brian Clark, sopravvissuto Torre Sud, Manager alla “Eurobrokers”.

Fonte: “Zero – Inchiesta sull’11 Settembre”

“All’improvviso ci fu come l’esplosione di una bomba. L’edificio cominciò a tremare, e allora pensai: ‘No, dev’essere stato un terremoto’.”.
Joshua, un docente dell’Università di “Princeton” che teneva una lezione al 40° piano della Torre Nord.

Fonte: blogsofnote.it

“Ero in servizio nell’atrio quando ci fu la prima esplosione.”.
Wendell, portiere presso il “Marriott Hotel”

Fonte: BIBLIOTECA ONLINE Watchower

“Mi rifugiai di corsa in un vicino edificio. Poi, quando il secondo aeroplano colpì la torre sud, udii l’esplosione.”.
Alisha

Fonte: BIBLIOTECA ONLINE Watchower

“Ho visto l’esplosione del grattacielo vicino e subito ho deciso di prendere le scale. Ero arrivata al trentesimo piano quando ho sentito l’esplosione nel grattacielo che stavo cercando di lasciare.”
Liljana Zivkovic, impiegata in una banca che aveva gli uffici all’ottantesimo piano della Torre Sud.

Fonte: vivaleuropa.ilcannocchiale.it
“… ho sentito iniziare… boom boom… e una grande palla di fuoco. [riferendosi all’aereo] Oh non lo sapevo nemmeno… onestamente mi stavo avvicinando… ho guardato in alto ed ho visto una grande esplosione… e fiamme…”.
Jennifer Oberstein

“Se era, sembrava un aereo piccolo… non credo fosse niente di commerciale.”
Anonimo, diretta Tv

“Non riesco a vedere alcuna prova di cosa è stato ad essersi schiantato.”
Anonimo, diretta Tv

“Stavo servendo ai tavoli ed ho visto proprio… sembrava proprio un piccolo aereo.”
Stewart Nurick, Ex Apprendista al “Daily Show” della “CBS”

“… è stato un forte suono che potrei descrivere soltanto come quello di un missile, non un aeroplano… non voglio fare nessuna speculazione ma l’unico modo in cui posso descriverne il suono, non era affatto il suono di un aeroplano ad elica o niente del generenon ho visto un aereo entrare… l’edificio… l’edificio è soltanto esploso.”
Don Dahler, Reporter, testimone oculare, durante “abc Live”

“… ma se intende se ho sentito qualcosa prima dell’impattono, no.”
Jim Friedl

“Un’esplosione incredibile… molto, molto intensa.”
David Salar, testimone oculare, Cameraman della “NY Good Day”

“Aveva il suono di una bomba.”
Mark Joyella, testimone oculare, Report della “NY Good Day”

“Ho proprio sentito una specie di stridore…”
Dick Oliver, testimone oculare, Report della “NY Good Day”

“Ho visto qualcosa… come una bomba… sì, io credo questo… che c’è una bomba.”
Testimone oculare, in diretta a “NY Good Day”

“C’è stato il suono di un’enorme esplosione… era qualcosa dall’interno… era interno.”
Testimone oculare, in diretta a “NY Good Day”

“… perché ero li in piedi e stavo pressoché guardando fuori dalla finestra… non ho visto cosa sia stato o se c’è stato un impatto…”
Theresa Renault, testimone “CBS Live”

“… credo possa essere un elicottero della polizia che… oh… abbiamo appena visto un’altra…”
Sukanya Krishnan, Co-Anchore della rete “WB11”

“Tutto l’edificio è esploso ancora…”
Winston Mitchell, “CNN”

E’, inoltre, interessante leggere anche l’opinione di alcuni ingegneri ed esperti nel campo dell’aeronautica:

“In qualità di ex specialista Ingegnere e Manager alla ‘General Electric Turbine’ e poi CEO di un’azienda costruttrice di turbine, posso garantire che nessun motore in lega ad alta tecnologia studiato per le alte temperature su nessuno dei quattro aerei sarebbe andato completamente distrutto, bruciato, frantumato o liquefatto in un eventuale schianto o incendio. […].
Se l’11 Settembre si fossero schiantati dei jet, quei motori […] sarebbero lì.”

Daniel Davis, Capitano dell’Esercito, ex ufficiale di Difesa Aerea dell’Esercito e Direttore Tattico del “NORAD”.
Fonte: www.patriotsquestion911.com

“Il Governo presume che l’11 Settembre 2001 quattro enormi aerei di linea si siano schiantati causando la morte di più di tremila uomini, eppure non è stata prodotta una sola prova concreta dei velivoli nel tentativo di identificare con certezza uno dei quattro aerei.”
George Nelson, Colonnello dell’“Air Force”, in congedo, ex investigatore di incidenti aeronautici ed esperto di struttura aeronautica.
Fonte: www.patriotsquestion911.com

“Pensa bene a come quegli aerei possono aver tagliato un foro in quel reticolo d’acciaio… ed entrare nell’edificio?! Quanto stupida credete sia la gente perché possa credere a questa cavolata?
Joseph Keith, Ingegnere aerospaziale in pensione ed ex Ingegnere della “Boeing” per la quale ha progettato il sistema “Big Shaker System”.
Fonte: 911 TABOO

 

Note e Fonti:
[1] “Zero: Inchiesta sull’11 Settembre”, di Giulietto Chiesa
[2] “Prefazione” di Sandro Veronesi, tratta da “L’incredibile menzogna”, di Thierry Meyssan, Fandango libri
[3] “La grande truffa del ‘World Trade Center'”, di Michael Levine, scritto per “Tutto quello che sai è falso 2 – Secondo manuale dei segreti e delle bugie”, a cura di Russ Kick, 25, 26
[4] “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull’11 Settembre (e su tutto il resto) e non avete mai osato chiedere”, di Roberto Quaglia, originariamente scritto per la rivista online Delos.it ed aggiornato dall’Autore per “Tutto quello che sai è falso” – Manuale dei segreti e delle bugie”, a cura di Russ Kick, Editore Nuovi Mondi Media, 15
[5] “Jim Fetzer: un “no planer” con l’uso della ragione”, intervista di Massimo Mazzucco a Jim Fetzer, www.luogocomune.net
[6] “Uranio impoverito, arma invisibile di distruzione di massa”, di Laura Malucelli, scritto per “Tutto quello che sai è falso – Manuale dei segreti e delle bugie”, a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi Media, 160, 161
[7] “The War behind Closed Doors. The People, the Clashes – and Ultimately the Grand Strategy behind George W. Bush’s Determination to Go to War with Iraq”, PBS, tratto da www.pbs.org
[8] Le donne del Kuwait ottengono il diritto al voto. Con 14 anni di ritardo dalla fine della Guerra del Golfo del 1991, le donne dell’emirato hanno ottenuto il 16 Maggio 2005 il diritto al voto
[9] “Il libro nero del petrolio – Una storia di avidità, guerra, potere e denaro”, di Thomas Seifert e Klaus Werner, Editori Newton and Compton, 86-89
[10] “Anatomia di un coup d’état – Come le esercitazioni e le manovre del Pentagono sono divenute i canali chiave per gli attacchi segreti del Governo l’11 Settembre”, di Webster Griffin Terpley, scritto per “ZERO 2 – Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull’11/9 è un falso”, a cura di Giulietto Chiesa, Edizioni Piemme, 273-305
[11] “Fahrenheit 9/11”, film-documentario, USA 2004, di Michael Moore