Il caso Gleiwitz

GleiwitzIl 31 Agosto 1939, alla vigilia del nuovo “giorno Y”, mentre ventuno sommergibili della Kriegsmarine di Reader e di Donitz raggiungono le acque a Nord e Nord-Ovest delle isole britanniche, i servizi segreti tedeschi preparano un pretesto per l’aggressione alla Polonia, quello che Hitler ha definito “una buona giustificazione per iniziare la guerra”.
La Gestapo, infatti, ha affidato all’SS Alfred Helmut Naujocks – un gangster intellettuale che svolge mansioni delicate per conto di Reinhard Heydrich, il braccio destro di Heinrich Himmler – l’incarico di simulare un attacco armato contro la stazione radio della città di Gleiwitz, in Alta Slesia, vicino alla frontiera, e di tenerla il tempo necessario perché un tedesco, che conosce benissimo il polacco, possa trasmettere un discorso provocatorio.
Naujocks obbedisce e – come egli stesso testimonierà il 20 Dicembre del 1945 al processo di Norimberga, contro i criminali di guerra nazisti – inscena la finta aggressione, il pretesto, insomma, per l’attacco tedesco.
Così, alle 4 e 45 di venerdì 1° Setembre 1939, scatta la Blitzkrieg contro la Polonia e si scatena, con la forza maggiore, nel Corridoio e lungo i confini della Slesia e, quando alle ore 10 Hitler si reca al Reichstag per annunciare lo scoppio del conflitto, sul fronte polacco, le truppe della Wehrmacht, si sono già spinte avanti per parecchi chilometri.
Nel suo discorso, il Furer, giustifica, con alcune menzogne, la propria condotta: “per due giorni ho tenuto riunione col mio Gabinetto per vedere se il governo polacco riteneva opportuno o meno mandare un plenipotenziario”. Hitler accenna, in oltre, all’affare di Gleiwitz: “Per la prima volta, questa notte, truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il nostro territorio. A partire dalle 5 e 45 noi abbiamo risposto al fuoco e, da ora in poi, alle bombe replicheremo con le bombe”.

Note e Fonti:
[1] “La Seconda Guerra Mondiale – Una Storia di Uomini”, di Enzo Biagi, Gruppo Editoriale Fabbri, 51