Indipendenza catalana: 5 cose su cui riflettere

Tony Cartalucci – LD, 1 ottobre 2017 Notizie e commenti sui media orientali e occidentali si concentrano sul referendum catalano per l’indipendenza e le azioni della polizia spagnola e i tentativi del governo spagnolo di disturbarlo. Tuttavia, si parla poco delle reali implicazioni che l’autonomia catalana potrà avere. Cosa faranno i politici catalani favorevoli all’indipendenza se avessero successo? Creeranno una Catalogna al servizio degli interessi del popolo? Oppure serviranno UE e NATO più efficacemente e più decisamente di quanto la Spagna farebbe?
Ci sono 5 punti che chi segue questo conflitto dovrebbe ricordarsi mentre gli eventi si svolgono:
1. La Catalogna ha un’economia industrializzata formidabile rispetto alle altre regioni spagnole, con un PIL e una popolazione superiore a nazioni come Scozia o Singapore, e probabilmente potrebbe raggiungere e sostenere l’indipendenza dalla Spagna.
2. La NATO sembra desiderosa d’incoraggiare l’indipendenza e accoglierà ciò che si aspetta sia una robusta capacità militare da usare nelle guerre di aggressione globale. Un articolo pubblicato nel 2014 dal Consiglio Atlantico, think-tank della NATO finanziato da Fortune 500, intitolato “Le implicazioni militari della secessione scozzese e catalana“, dichiara: “La Catalogna ha 7,3 milioni di persone, con oltre 300 miliardi di dollari in PIL. Spende solo l’1,6% per la difesa, per oltre 4,5 miliardi di dollari all’anno, o approssimativamente il bilancio della Danimarca, che ha forze armate ben considerate ed efficienti. I piani militari catalani sono più vaghi, ma finora enfatizzano la marina. Con ottimi porti a Barcellona e Tarragona, la Catalogna è ben posizionata come piccola potenza navale, “con il Mediterraneo come nostro ambiente strategico e la NATO nostro quadro”, sostengono i think tank nazionalisti verso la difesa. I piani invocano un gruppo di sicurezza litorale di poche centinaia di marinai, in un primo momento. Dopo alcuni anni, la Catalogna assumerebbe la responsabilità di “attore principale nel Mediterraneo”, con aeromobili marittimi basati a terra e piccole navi da combattimento di superficie. Infine, l’ambizione nazionalista includerebbe un gruppo d’assalto anfibio con una portaelicotteri leggera e centinaia di marinai, assumendo un ruolo importante nella sicurezza collettiva”. Il documento del Consiglio atlantico conclude con chiarezza che: “Se accuratamente caratterizzata dai pochi documenti emersi, la posizione dei separatisti suggerisce una visione preziosa e rinfrescante della specializzazione nella difesa collettiva: costruire una marina relativamente focalizzata sull’influenza degli eventi a terra”.
3. I politici catalani indipendentisti sembrano sostenere con entusiasmo l’appartenenza della Catalogna alla NATO. Un articolo del 2014 intitolato “Il premier catalano conferma l’adesione alla NATO, l’impegno alla sicurezza collettiva“, dichiara: “Il primo ministro Artur Mas ha confermato esplicitamente che la Catalogna vuole l’adesione alla NATO. In una recente intervista al quotidiano La Repubblica, il primo ministro catalano Artur Mas ha spiegato che una Catalogna indipendente si vede nel cuore della NATO. Questo è in linea con l’impegno della Catalogna verso la comunità internazionale, il principio della sicurezza collettiva, del diritto internazionale e dello Stato di diritto sul mare”. L’articolo afferma inoltre: “La Catalogna cerca la libertà, ma non evita le responsabilità inevitabili che si presentano, ma vuole esercitarle pienamente al fianco di partner e alleati. I catalani capiscono pienamente che la libertà non viene mai senza costi e che mentre l’indipendenza significa governo del popolo, del popolo e per il popolo, anziché dominio alieno, significa anche che non potrà guardare altrove in caso di crisi o sfide. Sa che quando arriverà il prossimo Afghanistan, anche sangue catalano verrà versato”. In sostanza, i politici catalani sembrano impegnati decisamente non solo verso la NATO, ma le guerre di aggressione che fomenta, spargendo il sangue del popolo per aiutare la NATO a combatterle.
4. Alcuni politici catalani hanno iniziato a pianificare l’integrazione militare nella NATO. Il gruppo di lavoro per la politica della difesa dell’Assemblea Nazionale Catalana, indipendentista, ha dichiarato in un documento del 2014, intitolato “Dimensioni delle forze di difesa catalane: Forze navali (Riepilogo esecutivo)” che: “Mediterraneo: nostro ambiente strategico. NATO: nostro quadro. La Catalogna deve partecipare al SNMG2 (Standing NATO Maritime Group 2, già Standing Naval Force Mediterranean), componente della NRF (NATO Response Force). Sarà anche conveniente partecipare al SNMCMG2 (Gruppo permanente cacciamine della NATO 2)”.
5. Come “il Kurdistan”, qualsiasi tipo di “indipendenza” non ha senso se lo Stato risultante è completamente dipendente e intrecciato all’egemonia occidentale e alle istituzioni che la guidano, soprattutto a spese degli Stati a cui aderiscono e degli agenti, siano curdi o catalani. Che i politici della Catalogna abbiano già apertamente e con impazienza promesso sangue e denaro catalano agli interessi stranieri e alle guerre che combattono nel mondo, suggerisce che la nozione di Catalogna che effettivamente realizzasse una qualche forma di “indipendenza”, difatti dipenderà ancora da un un padrone più grande e più lontano.

Altri pensieri
Questi 5 punti dovrebbero essere considerati da chi è pro o contro l’indipendenza catalana. Mentre la Catalogna potrebbe darsi un’indipendenza duratura e significativa sostenuta da pace e prosperità per il popolo, sembra che molti alla leadership intendano semplicemente spostare la sottomissione della Catalogna da Madrid a Bruxelles. Rimangono ulteriori questioni riguardanti l’economia della Catalogna, compreso agire sostenendo le grandi aziende estere che cercassero di aggirare barriere e ostacoli nell’attuale clima economico della Spagna, e sfruttare una Catalogna “indipendente”, e suoi popolo, mercato e risorse. Purtroppo, tali politiche economiche e loro conseguenze potrebbero prevalere per molto tempo prima che sia possibile per il popolo della Catalogna farci qualcosa. Per i cittadini catalani volti all’indipendenza, devono cercare ed utilizzare le leve locali e socioeconomiche necessarie per dirigere la nazione potenzialmente indipendente verso una rotta migliore per il proprio futuro, e non una manciata di politici catalani che desiderano servire gli interessi di Bruxelles, Londra, o Washington.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info