Social network – Governi uniti contro Google e Facebook

Social network – Le Nazioni stanno cominciando a prendere più seriamente il controllo dei rispettivi spazi di informazione?

Secondo un recente articolo apparso su Geektime, il Governo vietnamita ha invitato le imprese regionali a sviluppare piattaforme in grado di competere con Facebook e Google. La chiusura, all’inizio dell’anno, di popolari pagine vietnamite di Facebook, misteriosamente scomparse dalla piattaforma, avrebbe spinto il Governo a contrastare la censura attuata dai social network con la creazione di altre reti sociali, al fine di riequilibrare il monopolio delle informazioni.

Mentre il resto dell’Asia cerca, disperatamente, di rimanere a galla, il Vietnam ha goduto di una crescita enorme negli ultimi 7 anni: l’economia è in piena espansione, un sacco di nuovo denaro sta fluendo nel Paese e il numero di utenti di Internet è più che triplicato negli ultimi dieci anni. Secondo le cifre ufficiali del Governo, ci sono attualmente più di 49 milioni di utenti Internet in Vietnam e oltre 45 milioni di account social.
Il Ministro dell’Informazione e delle Comunicazioni vietnamita, Truong Minh Tuan, ha recentemente affermato che il Governo sta incoraggiando aziende tech nella realizzazione di nuovi social network come parte di una campagna più ampia per “rafforzare la sicurezza informatica” e l’integrità delle informazioni del Paese. “Il piano è quello di cercare di affrontare il problema di come ‘false pagine’ con contenuti anti-governativi siano cresciute in maniera incontrollata su Facebook”, ha detto Tuan, che si è spinto oltre, evidenziando come il Paese abbia “bisogno di social network creati da aziende locali in grado di sostituire e competere con Facebook in Vietnam” e come le distorsioni, le diffamazioni e le invenzioni riguardanti il Governo, di solito si verificano proprio sulle piattaforme internazionali come Google, YouTube, e Facebook.Social networkNate come semplici piattaforme, questi social network hanno collaborato con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel perseguimento di obiettivi geopolitici in tutto il Mondo, dal crollo del Governo libico ai più recenti tentativi di cambio di regime in Siria, aiutando Wall Street e Washington nella manipolazione della percezione in favore del raggiungimento di obiettivi socio-politici.
L’utilizzo dei social network per fini di sovversione politico-sociale volta a cambi di regime ha, probabilmente, raggiunto il suo apice nel 2011, durante le “primavere arabe”, ritratte in un primo momento come manifestazioni spontanee nate sui principali social network e rivelatesi, in realtà, finanziate dal Governo degli Stati Uniti d’America, come riportato anche dal The New York Times nell’Aprile del 2011; fronti di opposizione finanziati e supportati dal National Endowment for Democracy (NED) e dalle sue controllate “Freedom House”, “International Republican Institute” (IRI) e “National Democratic Institute” (NDI).Il The Independent, invece, ha realizzato un articolo, nel Marzo del 2016, in cui si dimostra come uno strumento interattivo creato da Google sia stato progettato per incoraggiare i ribelli siriani e contribuire ad abbattere il regime di Bashar al-Assad.

Nico ForconiControInformo.info