USA – Donald Trump, MOAB, la nave Carl Vinson e la “teoria del pazzo”

USA – L’ambiguità di Donald Trump, l’utilizzo della “madre di tutte le bombe“, il dietrofront della nave “Carl Vinson” e la “teoria del pazzo”

Domenica 9 Aprile, il maistream tutto ha aperto con la notizia che gli Stati Uniti d’America avrebbero inviato la portaerei a propulsione nucleare “USS Carl Vinson” nella parte occidentale dell’Oceano Pacifico. Gli articoli si basavano su dichiarazioni pubbliche di funzionari del dipartimento della Difesa americano e della marina americana, che avevano legato quella decisione alle crescenti tensioni col Governo di Pyongyang.
Ora, però, si è scoperto che, nei giorni successivi l’annuncio, le navi interessate hanno preso la direzione opposta, dirigendosi verso Singapore, località in cui sono attualmente stanziate e partecipando a un’esercitazione militare programmata da tempo con la marina australiana. La stessa marina militare USA ha confermato che l’esercitazione si è tenuta regolarmente, diffondendo anche foto che mostrano la portaerei “USS Carl Vinson” attraversare lo stretto della Sonda, che separa le isole indonesiane di Giava e Sumatra.

Nelle stesse ore, gli Stati Uniti d’America hanno sganciato, per la prima volta, la Gbu-43 massive ordnance air blast bomb, una bomba in grado di contenere 11 tonnellate di esplosivo, il più potente ordigno non nucleare mai realizzato dall’uomo che, secondo un articolo del The New York Times Magazine, avrebbe distrutto “bunker e campi base, scavati in profondità nelle pareti rocciose”, facenti “parte di un complesso finanziato dalla CIA.

Dal giorno del suo insediamento, Donald Trump non ha perso occasione per stupire l’opinione pubblica con una serie di affermazioni riguardanti le più svariate tematiche, dal riscaldamento globale ai vaccini, passando per gli accadimenti dell’11 Settembre 2001; utilizzando il suo profilio Twitter, il Presidente USA ha portato avanti una serie di idee o comportamenti tra loro totalmente incoerenti, facendo gridare, in più di un’occasione, alla dissonanza cognitiva.
Ma se tutto ciò fosse studiato da tempo?USALa teoria del pazzo (o del folle) è una condotta di politica estera che punta a spaventare i propri nemici convincendoli che li si potrebbe attaccare con reazioni enormemente sproporzionate.
Il noto linguista, filosofo, storico e teorico della comunicazione Avram Noam Chomsky, Autore di testi come La democrazia del grande fratello – Un indispensabile antidoto alla TV e alle bugie dei media, riportando il documento ufficiale “STRATCOM”, riferisce che

È importante che ‘i pianificatori non siano troppo razionali nel determinare […] quali siano gli obiettivi che contano di più per l’oppositore’, che vanno comunque tutti colpiti. ‘Non è bene dare di noi stessi un’immagine troppo razionale o imperturbabile’. ‘Il fatto che gli USA possano diventare irrazionali e vendicativi, nel caso che i loro interessi vitali siano attaccati, dovrebbe far parte dell’immagine che diamo in quanto Nazione.’ È ‘giovevole’ per la nostra condotta strategica che ‘alcuni elementi possano sembrare fuori controllo'” [1].

Un ingrediente necessario della teoria del pazzo è la disponibilità di armamenti pericolosi ed inarrestabili, come la “MOAB” e far credere agli altri che non è così remota la possibilità che li si utilizzi. Secondo Chomsky, il tutto si riduce ad una questione di credibilità ed è solamente con manovre di questo tipo che si può dare credibilità alle proprie minacce e pressioni internazionali sugli altri Stati del Mondo. L’utilità delle armi è effettiva solo se si abbandona la politica che ne prevede un utilizzo esclusivamente difensivo, in favore di un approccio che preveda la possibilità di realizzare le guerre preventive tanto care all’Amministrazione Bush.

Recentemente gli Stati Uniti hanno cambiato la propria politica in merito all’utilizzo di armi nucleari: il Pentagono ha rilasciato la “Dottrina per le Operazioni Nucleari Congiunte”, dove si legge, fra le altre cose, che “per massimizzare la capacità di dissuasione, è essenziale che le forze americane si preparino effettivamente ad usare armi nucleari” [1], arrivando a parlare esplicitamente di un loro utilizzo in attacchi preventivi, in particolare contro nemici che si preparassero ad attaccare con armi di distruzione di massa; secondo l’attuale dottrina USA, in pratica, ai tempi della guerra in Iraq, sarebbe stato possibile attaccare con armi nucleari. Inoltre, le Direttive Presidenziali sulla Sicurezza Nazionale, permettono al Presidente di ordinare un attacco con armi nucleari anche senza l’approvazione del Congresso.

Note e fonti:
[1] “Il nuovo umanitarismo militare”, di Avram Noam Chomsky, 189

Nico ForconiControInformo.info