Syria: Trump, Putin, Assad e il gioco delle 3 carte

Syria – Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo del mainstream nella ricerca della Verità, lo possiamo imparare osservando il gioco delle tre carte

Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d’informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov’è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall’aria un pò tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall’aria un pò tonta. Quello che non sanno è che si tratta di un complice [1].SyriaA Khan Sheikhun abbiamo assistito ad un attacco missilistico perfettamente riuscito, voluto da Donald Trump, in risposta all’attacco chimico con gas sarin sferrato da Bashar al-Assad (con la complicità del fiancheggiatore Vladimir Putin), confermato dai Syrian Civil Defence, noti anche come White Helmets”.
Oppure abbiamo assistito ad un attacco missilistico farsa in cui, dei 59 missili lanciati dal Presidente degli Stati Uniti d’America, da sempre contrario ad interventi USA in Syria, ben 36 sono stati abbattuti da Bashar al-Assad, accusato di aver attaccato la città di Khan Sheikhun con il gas sarin dai White Helmets”, sin dalla nascita legati ad una società inglese di nome “Purpose”, il cui responsabile europeo Tim Dixon è anche il cofondatore di “The Syria campaign”, fondato e finanziato dalla Fondazione Rockefeller. Gas sarin che le truppe di Assad negano di possedere e che, secondo fonti russe, sarebbe da attrubuire alla fuoriuscita di sostanze chimiche da un deposito colpito durante l’attacco ai ribelli.
Il tutto a pochi giorni di distanza dall’intervista a Noam Chomsky in cui il linguista, filosofo, storico e teorico della comunicazione spiega come ci si debba aspettare il probabile utilizzo del terrorismo internazionale al fine di ridare brillantezza all’ormai sbiadita immagine di Donald Trump; lo stesso Chomsky che definisce le teorie alternative alla versione ufficiale dell’11 Settembre 2001 ad un “livello così basso di credibilità che rischia di danneggiare chi lo sostiene”.

Cosa sia realmente successo in Syria, probabilmente, non lo sapremo mai, sappiamo però che, come sosteneva il presentatore televisivo tedesco Dieter Hildebrandt, “Crediamo soltanto a ciò che vediamo, perciò, da quando c’è la televisione, crediamo a tutto”.

Note e fonti:
[1] “La grande truffa della ‘Guerra alla droga’”, di Michael Levine, scritto per “Tutto quello che sai è falso 2 – Secondo manuale dei segreti e delle bugie”, a cura di Russ Kick, 25, 26

Nico ForconiControInformo.info