11 Settembre: Fbi diffonde foto “inedite” dell’attacco al Pentagono

11 Settembre – Pubblicate nella sezione FBI Records: The Vault” del sito web del Bureau foto “inedite” dell’attacco al Pentagono con il titolo 9/11 Attacks and Investigation Images

Come ciclicamente accade, cercando di sfatare “teorie del complotto” riguardanti l’11 Settembre, il Pentagono rende pubblici, a più riprese, video e foto che, oltre a non essere “inediti”, nella migliore delle ipotesi si limitano a non mostrare assolutamente nulla, se non a confermare i dubbi di coloro che criticano la “versione ufficiale” dei fatti.
L’ultima volta accadde nel 2006, quando ci fu il via libera dal Pentagono per le immagini shock del volo 77, fotogrammi (in realtà un singolo frame) in cui l’aereo si presentava all’approccio con il suo bersaglio volando raso-erba, in perfetta orizzontale col Pentagono, in barba alle leggi della Fisica, ai rulli di cavo elettrico alti un metro e mezzo posti proprio davanti alla facciata del quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America e non abbattuti ed al dislivello di circa 15 metri presente tra il Penatagono e il limitrofo svincolo autostradale “a quadrifoglio” che mai avrebbe permesso ad un Boeing 757 che vola ad oltre 850 Km/h di riposizionarsi in perfetta orizzontale con l’edificio, prima di impattare.

Nel 2006, portavoce militari affermarono “questo è tutto ciò che abbiamo, non c’è altro”, spiegando che, sebbene l’11 Settembre, in quella zona, vi fossero videocamere sulle strutture del Dipartimento dei trasporti della Virginia, dello “Sheraton Hotel”, e del distributore di benzina, nessuna risulta aver catturato immagini, anche perchè nella maggioranza dei casi erano telecamere che trasmettevano in diretta e non registravano.

Jamie McIntyre, corrispondente della Cnn dal Pentagono l’11 Settembre, ha più volte affermato di aver “visto migliaia di frammenti dell’aereo” e di averli “anche fotografati. Un pezzo lo raccolse lo stesso Ministro Rumsfeld. Ma è giusto chiedere chiarezza e trasparenza al Pentagono perchè c’è tante gente che non crede fino a che non vede”.
Forse è per questo motivo che il Pentagono ha deciso, a distanza di 11 anni, di pubblicare le “inedite” foto sul suo sito dedicando loro l’apposita sezione 9/11 Attacks and Investigation Images.11 SettembreIl mainstream tutto si è sbrigato a diffondere la notizia delle foto “inedite”, noncurante del fatto che tali non fossero e, anche in questa circostanza, nessuno ha fatto notare come trovare resti di fusoliera come quello in foto ma non dei motori e del timone di coda sia piuttosto bizzarro.

Manovre impossibili e mancanza di foto, filmati, motori e timone di coda, sono solamente alcune delle incongruenze riguardanti “AA 77”, definito dal Washington Post del 12 Settembre 2001, come “insolitamente privo di passeggeri”, i quali, oltre ad essere solamente in 59, erano dipendenti o ex dipendenti del Dipartimento della Difesa, dell’US Navy, dell’US Army, dell’US Air Force e di aziende private che intrattenevano e intrattengono rapporti di collaborazione con il Governo come la “BAE System”, la Lockheed Martin Corp., la “Xon Tech”, la “Veridian Corp.” e la “Boeing” oltre, ovviamente, alla presenza di Barbara Olson, commentatrice della CNN e moglie del Procuratore Generale USA.

Il Los Angeles Times, in un articolo del 16 Settembre 2001, faceva notare come, a causa dei lavori di ristrutturazione, la parte dell’edificio colpita dal Boeing era scarsamente occupata poiché i lavori di ristrutturazione non permettevano, in quei giorni, la presenza delle oltre 4500 persone che normalmente prestavano servizio presso le zone più colpite. Quella zona dell’edificio, inoltre, grazie al rifacimento, era l’unica area ad essere attrezzata con un sistema anti-incendio, ed era stata ricostruita con una rete di colonne in acciaio, barre e finestre “blast-resistant”, resistenti quindi all’esplosione di bombe e simili.
Insomma, l’11 Settembre, lo schianto ebbe luogo proprio nel bel mezzo dell’unica sezione in fase di rinnovamento del Pentagono, adattata a sostenere un attacco grazie al un nuovo sistema anti-incendio, installato esclusivamente in quel settore, a soli cinque giorni di distanza dal suo completamento, proprio accanto ad una nuova stazione dei pompieri, con camion anti-incendio parcheggiati a pochi metri dall’impatto e pronti ad intervenire.

Nel Settembre del 2011, vede la luce “Then Came the Fire: personal accounts from the Pentagon, 11 September 2001“,  testo realizzato dal Centro di Storia Militare degli Stati Uniti d’America che ci mette al corrente del fatto che, anche nel caso del Pentagono, come spesso accade quando ci troviamo di fronte ad attentati, si stava progettando un’esercitazione di addestramento che avrebbe dovuto aver luogo meno di una settimana dopo l’11 Settembre e che, straordinariamente, era basata sullo scenario di un aereo che si schiantava contro il World Trade Center. I preparativi per l’esercitazione furono fatti circa una settimana prima dell’11 settembre e l’esistenza di tale pianificazione è stata rivelata dall’allora Generale a due stelle Peter Chiarelli, che alla data dell’11 settembre 2001 era il Direttore dell’esercito per l’area operazioni, reattività e mobilitazione.

Nico ForconiControInformo.info