Amnesty International – Legami con Governi e finanziatori d’impresa

Amnesty International – Governi e finanziatori che si celano dietro l’Organizzazione

Il rapporto dell’organizzazione circa le presunte esecuzioni nella prigione di Sednaya e ritenuto dal Ministero siriano della Giustizia “falso e privo di fondamento”, sembra essere solamente l’ultimo di una serie di documenti presentati dall’Organizzazione che lascia perplessi circa il suo operato.
Amnesty International afferma che il Governo siriano avrebbe impiccato tra i 5.000 e 13.000 prigionieri in una prigione militare in Siria. Il report è stato scritto in stile fiction dal primo all’ultimo paragrafo ma, a quanto pare, non ancora abbastanza propagandistico per il mainstream anti-siriano così, seguendo l’esempio di “Associated Press”, in molti hanno trasformato il titolo in “Almeno 13mila impiccagioni nelle prigioni siriane dal 2011 ad oggi”… oh, ora sì che funziona!!

Rimanendo in ambito di Amnesty International, è da un po’ di tempo che mi chiedo come mai abbia preso così a cuore l’omicidio di Giulio Regeni, arrivando a produrre e distribuire ogni genere di gadget con la scritta #365giornisenzagiulio.Amnesty InternationalSul sito web di Amnesty International si legge

Il lavoro portato avanti dal Segretariato Internazionale di Amnesty International è organizzato in due entità legali, in conformità alla legge del Regno Unito: Amnesty International Limited (AIL) e Amnesty International Charity Limited (AICL). Amnesty International Limited prende in appalto le attività caritatevoli per conto di Amnesty International Charity Limited, istituzione benefica registrata.

Ed è lì, presso la Amnesty International Limited, il luogo in cui sono mantenuti i legami con i Governi e i finanziatori d’impresa. Alla voce “Rapporto e Rendiconto Finanziario” di Amnesty International Limited, è riportato

I Direttori sono lieti di ringraziare per il loro supporto la John D. e Catherine T. MacArthur Foundation, l’Oak Foundation, l’Open Society Georgia Foundation, il Vanguard Charitable Endowment Programme, Mauro Tunes e l’American Jewish World Service. L’UK Department for International Development (Governance and Transparency Fund) ha prorogato il finanziamento per un progetto quadriennale a favore dell’educazione ai diritti umani in Africa. La Commissione Europea (Europe Aid) ha generosamente offerto una borsa di studio pluriennale, destinata al lavoro di Amnesty International in Europa a favore dell’educazione ai diritti umani.

Dunque è chiaro che l’Organizzazione prende del denaro sia da Governi che da finanziatori d’impresa; una di tali imprese è la nota “Open Society”, presieduta da George Soros.

Tra i docenti vicini a Regeni, spicca il nome di Anne Alexander, Signora che, nel suo profilo dichiara che le sue “ricerche accademiche” vertono sulla “disseminazione di nuove tecniche mediatiche” per “la mobilitazione per il cambiamento politico in Medio oriente”, con cui “attivisti politici” creano “reti, o sfere di dissidenza e generano nuove culture di attivismo”… una specialità dell’Istituto Tavistock di Londra.

A questo punto bisogna ricordare chi finanziò la primavera araba e informarsi sul fatto che Regeni studiasse a Londra e che la sua tutor Maha Abdelrahman, interessatissima per motivi squisitamente scientifici “allo studio delle opposioni politiche in Medio Oriente”, gli chiese di partecipare ai sindacati clandestini, per avere un’idea del motivo per cui Amnesty International abbia così a cuore la sua causa.

Per approfondimenti, si consiglia la lettura del seguente link zarcoweb.blogspot.it

Nico ForconiControInformo.info