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Riscaldamento globale – La manipolazione di dati continua…

Riscaldamento globale – La manipolazione di dati continua…
febbraio 09
09:31 2017

Riscaldamento globale – A 10 anni dal “Climategate“, un altro scandalo sembra colpire il “National Oceanic and Atmospheric Administration”

Il Mail on Sunday avrebbe rivelato prove sorprendenti che dimostrerebbero la manipolazione dei dati riguardanti il riscaldamento globale, realizzata con l’apposito scopo di influenzare l’accordo storico di Parigi sul cambiamento climatico. Un informatore di alto livello avrebbe dichiarato alla testata giornalistica che il “National Oceanic and Atmospheric Administration” (NOAA) avrebbe volutamente violato le proprie norme in materia di integrità scientifica quando ha pubblicato il rapporto sensazionalistico ma imperfetto, volto a rendere l’impatto massimo possibile da parte dei leader mondiali tra cui Barack Obama e David Cameron alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite svoltasi a Parigi nel 2015.

Il rapporto sul riscaldamento globale presentato dal NOAA attraverso una fanfara di pubbliche relazioni pompate dal mainstream mondiale, sostiene che la “pausa” o “rallentamento” nel riscaldamento globale dal 1998 non è mai esistito e le temperature mondiali stanno crescendo più velocemente di quanto gli scienziati abbiano previsto. L’informatore del “Mail on Sunday”, il Dottor John Bates, scienziato presso il NOAA, avrebbe mostrato prove inconfutabili che tale rapporto sul riscaldamento globale è basato su dati fuorvianti, “non verificati” e non sarebbe mai  è mai stato sottoposto al rigoroso processo di valutazione interno al NOAA, ideato dallo stesso Bates.Riscaldamento GlobaleSecondo quanto riportato sul Wall Street Journal, nel solo 2009, la Casa Bianca avrebbe contribuito alla ricerca per il superamento dei problemi climatici stanziando 1,3 miliardi di dollari per gli sforzi compiuti dalla NASA; 400 milioni di dollari sarebbero stati destinati al NOAA ed altri 300 milioni di dollari alla “National Science Foundation”. Anche in Australia gli allarmisti hanno un dipartimento sui cambiamenti climatici a disposizione per la raccolta fondi.
Queste cifre rappresentano solo una piccola parte dei 94 miliardi di dollari che, secondo le stime della “Hsbc Bank”, sono stati spesi nel 2009 in tutto il Mondo per gli ecoincentivi, dai quali personaggi come Al Gore ed i suoi partner della “Kleiner Perkins” sperano di trarre profitti. La teoria da cui dipende la sopravvivenza di questo ed altri istituti di ricerca, deve essere dimostrata da prove effettive; se venissero a mancare queste prove, tutto ciò che quei gruppi rappresentano, comprese le migliaia di posti di lavoro che offrono, svanirebbe nel nulla.

Per approfondimenti sullo scandalo “Climategate”, si consiglia la lettura di Climategate, Agw ed Effetto Serra.

Nico ForconiControInformo.info

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