John Fitzgerald Kennedy – Operazione Mockingbird

John Fitzgerald Kennedy – Operazione Mockingbird: nel 1967, la CIA diffonde un memorandum riservato contenente istruzioni rivolte a persone infiltrate nel mainstream

Per capire la quantità di “teorie del complotto” esistenti intorno alla morte di John Fitzgerald Kennedy, basti pensare che “Wikipedia“, alla voce Assassinio di John F. Kennedy, esordisce in questo modo: Questa voce o sezione sull’argomento storia è ritenuta non neutrale. Motivo: larghe parti cospirazioniste, con un uso selettivo delle fonti”.

Se credete che tutto ciò sia collegato al fatto che la Commissione incaricata di ricostruire la versione ufficiale, ha dichiarato che il secondo colpo esploso “colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del Governatore”, per poi essere rinvenuto quasi integro, vi sbagliate. E siete in errore anche se credete che i dubbi riguardino il fatto che, alle 15:01, solamente due ore e mezza dopo l’attentato, il Direttore dell’FBI John Edgar Hoover, scrisse un memorandum al suo assistente in cui affermava: “ho chiamato il procuratore generale a casa sua e gli ho detto che penso di avere tra le mani l’uomo che ha ucciso il Presidente“.

In realtà, il termine “teorico del complotto” è legato all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a causa dell’Operazione Mockingbird. Nel 1967, la “Psychological Warfare Operations Division” (“Divisione per le Operazioni di Guerra Psicologica”“PsyOps”) del “Clandestine Services Department” (“CS”) della CIA, diffonde il Documento n° 1035-960, un memorandum riservato contenente istruzioni rivolte a persone (chiamate “assets”“beni”) infiltrate nel mainstream dal “CS” [1].

La data precisa dell’uscita del memorandom è il primo Aprile del 1967 e non ci stupiremmo se la scelta non fosse casuale ma ricercata appositamente per realizzare un’abile “mossa” di disinformazione volta a generare confusione che, in gergo tecnico, prende il nome di plausible deniability (“smentibilità plausibile”). Sono passati due anni e mezzo dalla pubblicazione del rapporto della “Commissione Warren” sull’assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy. Tale Commissione ha concluso che Kennedy è stato assassinato non per colpa di un complotto ad alti livelli, coordinato dalla CIA, dall’Esercito e dalle élite al potere ma da un tiratore solitario, Lee Harvey Oswald, il quale, poco prima di essere a sua volta abbattuto, ha pronunciato le parole: “Sono solo un capro espiatorio”.John Fitzgerald Kennedy

I destinatari del “Documento n° 1035-960” sono tutti “amici della CIA. Si tratta di proprietari di giornali (compreso Arthur Hays Sulzberger, del “New York Times”), capiservizio (tra cui Ben Bradlee, in seguito al “Washington Post”), dirigenti della televisione (come William S. Paley, fondatore e Presidente della “CBS”), eminenti articolisti (inclusi Joseph e Steward Alsop, i cui scritti compaiono su più di trecento giornali), scrittori di programmi, recensori di libri, intellettuali della sinistra ed alcuni accademici.
Ogni destinatario costituisce una parte di un vasto programma di manipolazione dell’opinione pubblica attraverso gli agenti ben disposti presenti nei media. Tale programma è noto col nome di “Operation Mockingbird” (“Operazione Mimo”), ed ha inizio nel 1948. Negli anni ’50, come scrive Alex Constantine nel suo libro “Mockingbird: The Subversion OfThe Free Press By The CIA: “all’incirca tremila dipendenti stipendiati e a contratto erano […] impegnati in attività di propaganda. Dopo il 1953, è incaricato della supervisione di tale rete Allen W. Dulles, Direttore della CIA, in seguito nominato membro della Commissione Warren. Già allora, l’“Operazione Mockingbird” aveva notevole influenza su oltre venticinque quotidiani e agenzie giornalistiche d’informazioni telegrafiche. Si trattava di organizzazioni dirette da persone che, era noto, possedevano opinioni politiche di destra.
Ogni destinatario, aprendo la busta, vi trova all’interno il memorandum e in allegato diversi documenti classificati. Nel memorandum, si fa rilevare la comparsa di “una nuova ondata di libri e articoli che criticano le risultanze della Commissione [Warren] e si afferma che “nella maggior parte dei casi i critici hanno sollevato ipotesi in merito all’esistenza di una sorta di complotto nei confronti dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy. Questo accenno determina la “trama” e rappresenta il marchio di garanzia del memorandum: viene ripetuto svariate volte. Autori e destinatari del memorandum sono, per definizione, essi stessi cospiratori.
Il memorandum è positivo al controllo sul fatto che la divisione “PsyOp” della CIA, all’epoca, riconoscesse l’impatto propagandistico del termine “conspiracy theorist”, “teorico del complotto”. Così prosegue: “Di recente un sondaggio sull’opinione pubblica ha indicato che il 46% del pubblico americano non ritiene che Oswald abbia agito da solo” e “è indubbio che analoghi sondaggi all’estero mostrino analoghi risultati, se non ancora peggiori”.

La rinascita a inizio 2007, e a tutta forza, dell’espressione “teorico del complotto” e dei suoi parenti più rozzi, quali “fissato” e “paranoico”, stavolta mirata a colpire coloro che non credono nella versione ufficiale sull’ll Settembre 2001, non pare certo una coincidenza. Evidenzia, piuttosto, diversi segnali che fanno pensare venga iniettata scientemente nell’opinione pubblica, in particolare tramite agenti di disinformazione consapevoli o inconsapevoli, a libro paga o no. Proprio come nel 1967.
Oggigiorno, i successori dei redattori del memorandum del 1967 si trovano di fronte a una situazione straordinariamente simile a quella che fronteggiò chi venne prima di loro, stavolta in relazione all’immane crimine iconico dell’11 Settembre 2001 [2]. Un sondaggio dell’opinione pubblica, effettuato da Scripps Howard, della “Ohio University”, il 3 agosto 2006, indicava che “più di un terzo del pubblico americano sospetta che agenti federali abbiano fornito aiuto all’attacco terrorista dell’11 settembre, o quantomeno non abbiano effettuato alcuna mossa per impedirlo, per far sì che gli Stati Uniti potessero andare alla guerra in Medio Oriente.” [3]
Ad oggi il mainstream parla ancora di “attentati”, “fondamentalismo”, Al-Qaeda eccetera.
La situazione odierna fa pensare che si stia nuovamente ricorrendo all’approccio sperimentato nei confronti dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, affidabile dal 1967. Il memorandum di allora raccomanda due tipi di azione, agli agenti CIA nei media: la prima è che i destinatari discutano il “problema della pubblicità” insieme a “contatti ben disposti nelle élite”. Gli assets devono mostrare ai loro contatti che “parti delle chiacchiere sul complotto sembrano essere generate ad arte dalla propaganda comunista”, ora “propaganda antisionista” o “propaganda internettiana”. L’azione numero due consiste nell’adoperare assets di propaganda che neghino e confutino gli attacchi dei critici. Recensioni librarie e servizi speciali sembrano strumenti particolarmente adeguati a tale scopo [2].

Se poi si venisse a scoprire che alcuni personaggi, noti per essere considerati “controinformatori”, sono creati ad hoc dalla stessa élite al potere per disinformare, influenzare e convogliare i “dissidenti” in binari prestabiliti? Se si venisse a scoprire che personaggi come Marco Travaglio, Roberto Saviano, Julian Assange, Noam Chomsky o Thierry Meyssan, tanto per citarne alcuni, altro non sono che disinformatori o “gatekeeper”?
E se lo fossero anche i Guru del “Movimento per la Verità sull’11 Settembre”?

Note e fonti:
[1] II documento, al momento della sua diffusione, è riservato; la sua esistenza viene a galla nel 1975, grazie alle indagini della Commissione del Senato sull’Intelligence, guidata dal senatore Frank Church. Tale commissione si concentra in maniera particolare sull’impiego di “sbocchi” nel mondo dell’informazione americana da parte della CIA. I suoi componenti giunsero alla conclusione che “dall’ottica della CIA si trattava del più importante e delicato tra i programmi segreti”
[2] “Il complotto della ‘teoria del complotto'”, di Barrie Zwicker, scritto per “Zero2 – Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull’11/9 è un falso”, a cura di Giulietto Chiesa, 365-367, Edizioni Piemme
[3] Was 9/11 an ‘inside job’?, Thomas Hargrove e Guido H. Stempel III, “Scripps Howard News Service”, 3 Agosto 2006. Stempel è Direttore dello “Scripps Survey Research Center” all’Università dell’Ohio

Nico ForconiControInformo.info

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