Gleiwitz – False flag per iniziare la guerra

Gleiwitz – La Storia ha più volte portato alla luce una realtà in cui gli stessi Governi delle Nazioni attaccate sono responsabili degli attentati subiti: le false flag operation

Il “lavaggio dei cervelli”, come si pratica oggi, è una tecnica ibrida che trae la sua efficacia in parte dall’uso sistematico della violenza ed in parte dall’accorta manipolazione psicologica realizzata dal mainstream. Basta spaventare la gente con un nemico invisibile, aizzarne l’odio e le paura; basta una stampa servile che tace la Verità perché non fa comodo ai padroni [1].

Dalla nostra nascita siamo portati a pensare che dietro ogni attentato si nascondano terroristi o fondamentalisti; la Storia, però, ha più volte portato alla luce una realtà diversa, ancora più inquietante, in cui gli stessi Governi delle Nazioni attaccate, sono responsabili degli attentati subiti. Il mainstream, nonostante sia a conoscenza di queste pratiche, continua a rappresentare il “terrorismo” come l’opera di ribelli e non dei Governi.

Il termine “false flag operation”, ovvero operazione di falsa bandiera, finisce quindi con l’essere menzionato raramente e solamente da determinati soggetti che, di volta in volta, vengono etichettati come “fissati”, “paranoici” o “teorici del complotto”.
Quando si ha a che fare con un paranoico, la paranoia diventa uno strumento di conoscenza. Quando la ragione, questo esile lumino, non riesce a diradare il buio in cui ci si ritrova, quando si intuisce che c’è qualcosa che non va ma il normale modo di ragionare non dà alcun frutto e, anzi, accresce la sensazione di malessere e di frustrazione che ci attanaglia, la paranoia può essere utile per vedere dove la ragione non riesce a vedere. Purché sia paranoia vera, e in quantità sufficiente. Come dice Tom Sizemore nel film di Kathryn Bigelow “Strange Days”, “Il punto non è se sei paranoico. Il punto è se sei abbastanza paranoico” [2].GleiwitzIl 31 Agosto 1939, alla vigilia del nuovo “giorno Y”, mentre ventuno sommergibili della Kriegsmarine di Reader e di Donitz raggiungono le acque a Nord e Nord-Ovest delle isole britanniche, i servizi segreti tedeschi preparano un pretesto per l’aggressione alla Polonia, quello che Hitler ha definito “una buona giustificazione per iniziare la guerra”.
La Gestapo, infatti, ha affidato all’SS Alfred Helmut Naujocks – un gangster intellettuale che svolge mansioni delicate per conto di Reinhard Heydrich, il braccio destro di Heinrich Himmler – l’incarico di simulare un attacco armato contro la stazione radio della città di Gleiwitz, in Alta Slesia, vicino alla frontiera, e di tenerla il tempo necessario perché un tedesco, che conosce benissimo il polacco, possa trasmettere un discorso provocatorio.
Naujocks obbedisce e – come egli stesso testimonierà il 20 Dicembre del 1945 al processo di Norimberga, contro i criminali di guerra nazisti – inscena la finta aggressione, il pretesto, insomma, per l’attacco tedesco.
Così, alle 4 e 45 di venerdì 1° Settembre 1939, scatta la Blitzkrieg contro la Polonia e si scatena, con la forza maggiore, nel Corridoio e lungo i confini della Slesia e, quando alle ore 10 Hitler si reca al Reichstag per annunciare lo scoppio del conflitto, sul fronte polacco, le truppe della Wehrmacht, si sono già spinte avanti per parecchi chilometri.
Nel suo discorso, il Führer, giustifica, con alcune menzogne, la propria condotta: “per due giorni ho tenuto riunione col mio Gabinetto per vedere se il governo polacco riteneva opportuno o meno mandare un plenipotenziario”. Hitler accenna, in oltre, all’affare di Gleiwitz: “Per la prima volta, questa notte, truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il nostro territorio. A partire dalle 5 e 45 noi abbiamo risposto al fuoco e, da ora in poi, alle bombe replicheremo con le bombe”.

Note e Fonti:
[1] “È proprio il Quarto Reich”, di Maurizio Blondet, tratta da www.effedieffe.com
[2] “Prefazione” di Sandro Veronesi, tratta da “L’incredibile menzogna”, di Thierry Meyssan, Fandango libri
[3] “La Seconda Guerra Mondiale – Una Storia di Uomini”, di Enzo Biagi, Gruppo Editoriale Fabbri, 51

Nico ForconiControInformo.info