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11 Settembre – Desecretate 28 pagine di documenti

11 Settembre – Desecretate 28 pagine di documenti
aprile 20
08:58 2016

11 Settembre – “Ventotto pagine analizzate dall’intelligence: potremmo renderle pubbliche”. Questo l’annuncio del presidente Usa Barack Obama in un’intervista alla Cbs

Nel giorno del viaggio in Arabia Saudita, Barack Obama dichiara che “l’intelligence sta rivalutando un dossier segreto sugli attentati dell’11 settembre e sta prendendo in considerazione l’idea di desecretare i documenti”. Il presidente degli Stati Uniti d’America fa riferimento ad una serie di carte riguardanti gli attentati dell’11 Settembre passate alla storia col nome di 28 pagine.

Nell’intervista alla rete televisiva Cbs, Barack Obama ha nuovamente tirato in ballo dei documenti che, nel 2002, George W. Bush avrebbe reso segreti poiché dimostrerebbero i rapporti finanziari tra l’Arabia Saudita ed Al-Qaeda, con particolare attenzione al supporto finanziario fornito ai 19 dirottatori e al ruolo svolto da principe Turki bin Faisal, allora capo dell’intelligence, e dal principe Bandar bin Sultan, all’epoca ambasciatore saudita a Washington e amico dei Bush.

L’ultimo, in ordine ti tempo, a parlare delle famose “28 pagine” riguardanti l’11 Settembre, era stato Zacarias Moussaoui, che, dal carcere del Colorado dove sta scontando l’ergastolo per il suo ruolo negli attacchi, aveva ammesso di aver ricevuto finanziamenti dai sauditi. Per chi non lo sapesse, Moussaoui è colui che fu arrestato, il 16 Agosto 2001, dall’FBI grazie ad una soffiata fatta da alcuni funzionari di una scuola di volo intimoriti dal fatto che si stesse addestrando su un “Boeing 747” senza parlare una parola di inglese ed avendo sborsato 6.300 Dollari in contanti, insistendo nella richiesta di ricevere una formazione per pilotare il jumbo jet, nonostante una manifesta incapacità di manovrare anche piccoli aerei, non in fase di decollo o atterraggio ma solamente mentre il velivolo era in aria.
Una storia surreale che poteva essere resa ancor più assurda solamente se l’FBI non avesse approfondito le indagini su Moussaoui e se, un mese dopo il suo fermo, gli Stati Uniti fossero stati realmente attaccati da 4 Boeing pilotati da incapaci totali. Ambedue le cose, ovviamente, sono accadute.11 SettembreI “documenti segreti” riguardanti l’11 Settembre, sembrano la classica cover up governativa realizzata ad hoc per distogliere l’attenzione dai reali esecutori degli attentati. Il mainstream tutto cavalca, come sempre accade in questi casi, l’onda di una notizia che, oltre ad allontanare dalla verità, se dimostrata, non porterebbe a nulla di nuovo, dato che, sull’argomento, nel 2004, Michael Moore ha realizzato il documentario Fahrenheit 9/11.

L’Amministrazione Bush, tramite il “9/11 Commission Report”, avrebbe reso segrete alcune importantissime prove, quando poteva benissimo far passare per plausibili una serie infinita di dati totalmente incongruenti con la versione ufficiale o, semplicemente, non prendendoli per nulla in considerazione, come fatto per il crollo del Wtc7 o per le speculazioni borsistiche precedenti l’11 Settembre;

Dei 19 dirottatori, le cui identità sono state tutte rese note il 14 Settembre, 15 provenivano dall’Arabia Saudita e, all’epoca, nessuno se ne accorse;

Nessuno sembra ricordarsi che l’Arabia Saudita non è altro che “uno Stato inventato dal consorzio statunitense Aramco per la difesa dei propri interessi” in una terra che, dal 17 Settembre del 1928, con l’accordo firmato nel castello di Achnacarry, in Scozia, è divenuta ufficialmente di proprietà di un cartello che, all’epoca, si è guadagnato il soprannome di “Seven Sister”, dal numero di società che ne facevano parte: la “Standard Oil of New Jersey” (“Esso”), “Standard Oil of New York” (“Mobile”), “Gulf Oil”, “Texaco”, “Standard Oil of California” (“Chevron”), “Royal Dutch Shell” e “British Petroleum” (“BP”).

Alla luce di tutto ciò, si può affermare che le “28 pagine” relative l’11 Settembre sono una falsa notizia, che circola da ormai 14 anni; l’unica frase pronunciata da Barack Obama durante l’intervista alla Cbs degna di nota, è stata quella in cui ha ribadito la sua contrarietà al Justice Against Sponsors of Terrorism Act Bill, il provvedimento che ha raccolto un sostegno bipartisan e che consentirebbe ai familiari delle vittime di portare avanti azioni legali contro qualsiasi Paese sospettato di aver sostenuto attacchi terroristici: “se dessimo questa possibilità, anche gli Stati Uniti potrebbero essere citati in giudizio…”

Nico ForconiControInformo.info

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