Climategate, Agw ed Effetto Serra

Global Warming

Global WarmingIl “Gruppo intergorvenativo sul mutamento climatico” (Intergovernmental Panel on Climate Change – Ipcc), foro scientifico formato nel 1988 allo scopo di studiare il riscaldamento globale e vincitore del premio Nobel per la Pace nel 2007 assieme all’ex vicepresidente Usa Al Gore, nel 1995 redige quello che viene definito il documento più autorevole in ambito di riscaldamento globale. Il documento predice “disordini economici e sociali di vasta entità durante il prossimo secolo” qualora non si dovessero intraprendere misure immediate per limitare le emissioni dei gas serra.
Nello stesso anno, il compianto dottor Henry Kendall, vincitore del premio Nobel per la fisica, esprime la preoccupazione che il cambiamento climatico possa dissestare l’agricoltura proprio in un momento in cui la crescita demografica del pianeta sta già comportando una domanda alimentare senza precedenti. “Le risorse alimentari del mondo”, dice Kendall nel 1995, “dovranno raddoppiare entro i prossimi trent’anni per poter sfamare la popolazione mondiale, che sarà raddoppiata nei prossimi sei anni. Altrimenti, entro la metà del prossimo secolo, quando molti paesi in via di sviluppo non avranno più acqua a disposizione per irrigare le proprie coltivazioni, la popolazione supererà le riserve alimentari, e vi sarà il caos. Basterà appena un altro passo avanti dei cambiamento climatico, una serie di siccità ed alluvioni che distruggano le coltivazioni, e ci ritroveremo sulla bocca di un vulcano.”

Ross Gelbspan, autore del libro “Clima Rovente”, edito sempre nel 1995, è convinto che un disastro globale di queste dimensioni non significherebbe soltanto la fame di massa, ma minaccerebbe anche la sopravvivenza delle istituzioni democratiche, specialmente nei paesi in via di sviluppo. “In molti di questi paesi, nei quali le tradizioni democratiche sono fragili quanto l’ecosistema, basteranno poche emergenze ambientali per ritornare alla dittatura”, avverte. “Questi governi vedranno nella democrazia un ostacolo per rispondere a crisi alimentari, ammanco di acqua ed emergenze sanitarie, oltre che a un’ondata di profughi provenienti da terre prive di mezzi di sostentamento e di aiuti.” Questa versione del futuro, un mondo affamato e sotto legge marziale, non è in assoluto inevitabile, ma i gruppi che chiedono forti misure per frenare il riscaldamento globale credono che questi scenari da incubo siano abbastanza verosimili da giustificare l’invocazione del principio di precauzione [10].
La visione del Mondo data da Henry Kendall e Ross Gelbspan, sembra ripercorrere le “fantasie” descritte da Aldous Huxley, membro di importanti affiliazioni mondialiste, tra cui l’anglosassone “Fabian Society” [11], in uno dei suoi più famosi scritti: “Il Mondo Nuovo – Ritorno al Mondo Nuovo”.
Nel 2009, l’Ipcc subisce un colpo basso per mano di abili hacker che, pubblicando scottanti e-mail sulle pagine del sito Wikileaks, fanno esplodere quello che verrà definito dalla stampa internazionale e dagli organi di informazione “Climategate”.
Tale scandalo verte principalmente su tre aspetti; sembrerebbe, innanzitutto, che siano stati manipolati i dati relativi alle temperature globali per ottenere risultati equivalenti con la teoria dell’“Anthropogenic Global Warming” (Agw), che considera le attività umane la causa principale del riscaldamento del pianeta. In secondo luogo, dallo scambio di e-mail “rubate” da alcuni hacker, nel lasso di tempo che va dal 1996 al 2009, risulta che i principali esponenti del “Centro per la ricerca climatica” (Cru) dell’università dell’“East Anglia” a Norwich, in Inghilterra, il principale centro di ricerca che alimenta i rapporti di base dell’Ipcc, realizzassero arbitrarie e dubbie manipolazioni dei dati climatici, rilevati dalle stazioni sparse sul pianeta, al fine di attribuire all’uomo un ruolo maggiore sui cambiamenti climatici rispetto a quello mostrato dai dati ufficiali. Il terzo aspetto è stato, invece, il tentativo del Cru di aggirare le leggi esistenti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti riguardanti la trasparenza e la ricerca scientifica sul clima.

Nonostante l’Italia sia considerata una tra le zone più a rischio dell’Europa, il Climategate, tuttora oggetto di numerosi dibattiti nei paesi anglosassoni, così come in altre Nazioni, non ha trovato, nel nostro Paese, organi istituzionali che dibattessero di tali tematiche che, anzi, sembrano essere deliberatamente taciute [13].

Il quadro che emerge consultando gli archivi del The Guardian [1], del The American thinker [2], del Der Spiegel [3] o della Bbc News [4], è allarmante; Phil Jones, capo del Cru, Keith Briffa, climatologo del Cru, Tim Osborn, modellatore del clima presso il Cru e Mike Hulme, direttore del “Tyndall Centre for Climate Change Research”, in barba agli standard nazionali ed internazionali di trasparenza della ricerca scientifica, hanno bloccato, con la complicità di note riviste scientifiche, la pubblicazione di articoli che denunciavano l’inadeguatezza dei modelli climatici da loro realizzati ed utilizzati per spiegare la discrepanza tra la temperatura registrata al suolo e quella registrata nella bassa troposfera, la fascia dell’atmosfera a diretto contatto con la superficie terrestre.

Altro elemento oggetto di discussione è stata la reticenza dei ricercatori del Cru a fornire i dati sui quali costruivano i propri modelli; pur esistendo il dispositivo normativo “Foia” (Freedom of Information Act), messo a punto proprio per obbligare a presentare questi dati a chiunque ne avesse fatto richiesta, i ricercatori inglesi li hanno forniti soltanto ai loro sostenitori e non ai critici della teoria del riscaldamento antropico. Il codice del software rinvenuto appariva, inoltre, al di sotto degli standard e presentava interventi e note in cui erano presenti evidenti manipolazioni ed aggiustamenti dei dati [2].
A complicare ulteriormente la vicenda e la situazione del Cru è il fatto che esso ha effettivamente distrutto i dati grezzi delle temperature, ufficialmente per ragioni di spazio, durante il trasloco dalla vecchia sede alla nuova, mantenendo solo i dati aggiustati. Tale scelta è grave, anche perché al mondo esistono solo quattro dataset con le temperature globali. Quello del Cru era uno di essi e ora è andato in distrutto.

Prima di capire l’entità di queste controversie, è utile comprendere cosa si intende per riscaldamento globale.
Con questo termine utilizzato dai climatologi, si intendono le fasi di aumento medio delle temperature nell’atmosfera e negli oceani, che si verificano a causa dei cambiamenti climatici. È un termine comunemente usato, ma impropriamente, per definire il surriscaldamento climatico, il global warming, prodotto dalle attività umane, cioè il contributo antropico al riscaldamento del clima [13].

Effetto Serra

Nel 1988 venne riconosciuto che, sin dal 1980, il clima era più caldo di quanto fosse mai stato precedentemente. Per la prima volta fu citata la teoria dell’effetto serra e fu fondato un gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (l’Ipcc, per l’appunto) dal programma ambientale delle Nazioni unite e dall’Organizzazione meteorologica mondiale.
La temperatura terrestre è principalmente regolata da quattro fattori:
– l’irraggiamento solare;
– l’atmosfera;
– il calore interno della Terra;
– l’effetto serra naturale.
Di questi quattro fattori, l’effetto serra e l’irraggiamento solare sono parametri che sembrano poter essere modificati antropicamente, cioè dall’uomo per mezzo delle proprie attività.I gas serra, sia di origine naturale che antropica, sono presenti nell’atmosfera; filtrano le radiazioni solari ed ostacolano l’uscita della radiazioni infrarosse in modo da impedire ai raggi solari di rimbalzare sul suolo terrestre dirigendosi nuovamente verso l’alto, non permettendo quindi la loro completa dispersione nello spazio attraverso il rimbalzo/ritorno verso il basso. L’effetto serra è un fenomeno naturale da sempre presente sulla Terra e senza il quale la temperatura sarebbe madiamente di trenta gradi più bassa [5].Effetto Serra
Secondo le teorie più autorevoli, l’anidride carbonica (Co2) è responsabile di circa il 15 per cento dell’effetto serra naturale. Attualmente, la concentrazione di Co2 in atmosfera è aumentata del 10 per cento, il valore più alto da 650 mila anni a questa parte, dovuta principalmente all’utilizzo di combustibili fossili, soprattutto carbone e petrolio.
Ad aggravare la situazione si aggiunge la deforestazione, che riduce la presenza di fissatori naturali di Co2, quali sono gli alberi.
L’incremento di anidride carbonica, legato all’uso di combustibili fossili, sembra venire ulteriormente amplificato dal conseguente riscaldamento degli oceani, che contengono una grande quantità disciolta di Co2, e il riscaldamento dei mari ne causerebbe, di conseguenza, l’emissine in atmosfera. Da qui i cambiamenti climatici in atto ed il riscaldamento globale.
Inoltre, poiché a maggior temperatura corrisponde maggiore evaporazione, il vapore acqueo, che rappresenta il gas serra principale, accrescerebbe ulteriormente, secondo alcuni ricercatori, la possibilità di eventi naturali estremi e catastrofici, come gli uragani [5].

Negli anni Novanta gli scienziati cominciarono a mettere in discussione la teoria dell’effetto serra, a causa delle rilevanti incertezze nei dati e nei modelli risultanti; contestarono i fondamenti stessi della teoria, dati dalle temperature globali annue medie. Ritenevano, poi, che le misure non fossero effettuate in modo corretto e che mancavano i dati degli oceani. Infine, le tendenze di raffreddamento non erano spieagte dai dati sul surriscaldamento globale ed i satelliti mostravano registrazioni termiche completamente diverse da quelle iniziali. Cominciò quindi a svilupparsi l’idea che i modelli di riscaldamento globale avessero sopravvalutato la tendenza al riscaldamento dei cento anni precedenti [13].

Finora non sono state approntate molte misure per contrastare i cambiamenti climatici; ciò deriva in gran parte dalle gravi incertezze che ancora circondano quella che, secondo molti scettici, non potrebbe nemmeno definirsi “teoria scientifica” del riscaldamento globale causato da emissioni di Co2, perché non può essere né provata né smentita con nessun tipo di esperimento. Essa, quindi, per definizione, non può essere altro che “pseudo-scienza”, una “pseudo-scienza” utile a nascondere le manipolazioni climatiche e la guerra ambientale perché, in realtà, manipolando i dati di base ed utilizzandoli all’interno di modelli matematici discutibili, si può “dimostrare” qualsiasi cosa [12].
Nonostante questo, la stipula del “Protocollo di Kyoto” nel 1998, in Giappone, per richiedere ai paesi partecipanti di ridurre le proprie emissioni antropogeniche di gas serra, rappresenta un evento politico internazionale molto rilevante.

Dal 1998 in poi, la terminologia sull’effetto serra comincia a cambiare, come conseguenza dell’influenza dei media. L’effetto serra, in quanto definizione, è usato sempre meno; cominciano a farsi largo termini quali riscaldamento globale o cambiamento climatico.

Climategate

Nel 2007 Al Gore realizza il film-documentario “Una scomoda verità”, vincitore del Premio Oscar 2007 come miglior documentario; sono esposti i dati e le previsioni degli scienziati sui cambiamenti climatici e sono analizzate e messe in discussione le implicazioni politiche ed economiche della catastrofe. Sono illustrate le possibili conseguenze del riscaldamento globale se non si interverrà immediatamente per ridurre le emissioni di gas serra.

Sono molti, circa 17 mila, gli scienziati americani che hanno sottoscritto una petizione contro il “Protocollo di Kyoto”, ritenendo le tesi di Al Gore ed il documentario da lui realizzato veri e propri fakes. Tra i firmatari del documento, realizzato nel 1998, spiccano i nomi di Sallie L. Laliunas e Willie Soon, astronomi della Harvard University, sede della Pilgrim’s Society, società con acclarati scopi mondialistici fondata dal banchiere israelita Levi Parsons Morton [6] e Frederick Steitz, ex Presidente dell’“Accademia delle Scienze Usa”, nonché Presidente d’onore della “Rockefeller University”, università di proprietà della famiglia Rockefeller, fondatrice e finanziatrice di, tra gli altri, Council on Foreign Relations (CFR), Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Commissione Trilaterale e Club di Roma.

Insomma, come spesso accade in questi casi, controllori e controllati si fondono, confondendoci e lasciandoci con l’atroce dubbio: “a chi dobbiamo credere?!”
Come sempre accade, anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad uno dei motti delle insegne della massoneria “speculativa”: “Ordo Ab Chao”, ovvero “Ordine dal Caos”. Alcune società segrete condividono con i regimi totalitari gli stessi ideali di matrice hegeliana che impongono l’uso di un conflitto controllato tesi contro antitesi, per creare una sintesi [7].
La sintesi, in questo caso, potrebbe essere fornita, nuovamente, dal sito Wikileaks, che pubblica un documento in cui si evidenzia come, nel periodo che va dal 2000 al 2006, Phil Jones, capo del gruppo di ricerca del Cru, sia stato beneficiario di sussidi di ricerca per un valore che si aggira intorno ai 19 milioni di dollari [8]. Sembrerebbe che questa grossa quantità di soldi sia arrivata perché l’allarme clima ha continuato a mantenersi a livelli elevati. Più alto è il grado di allarme sul riscaldamento globale, maggiore è il denaro che entra. E così, gli ultimi stanziamenti della Commissione europea per le ricerche sul clima, si avvicinano a quasi 3 miliardi di dollari, escludendo i fondi messi a disposizione dai Governi dei paesi membri [13].

ClimategateSecondo quanto riportato sul Wall Street Journal [8], la Casa Bianca ha affermato di voler contribuire al superamento dei problemi climatici stanziando 1,3 miliardi di dollari per gli sforzi da parte della Nasa. 400 milioni di dollari, poi per quelli della “National Oceanic and Atmospheric Administration” (Noaa) ed altri 300 milioni di dollari per la “National Science Foundation”. Anche in Australia gli allarmisti hanno un dipartimento sui cambiamenti climatici a disposizione per la raccolta fondi.
Queste cifre rappresentano solo una piccola parte dei 94 miliardi di dollari che, secondo le stime della “Hsbc Bank”, sono stati spesi nel 2009 in tutto il Mondo per gli ecoincintivi, dai quali Al Gore ed i suoi partner della “Kleiner Perkins” sperano di trarre profitti. La teoria da cui dipende la sopravvivenza di questo ed altri istituti di ricerca, deve essere dimostrata da prove effettive; se venissero a mancare queste prove, tutto ciò che quei gruppi rappresentano, comprese le migliaia di posti di lavoro che offrono, svanirebbe nel nulla.

Il 7 Luglio 2010, gli scienziati dell’Università “East Anglia” sono stati assolti. Le inchieste del Governo inglese sull’affidabilità delle ricerche effettuate dagli scienziati del Cru, hanno assolto gli studiosi coinvolti dall’accusa di aver alterato i dati o di aver esagerato la minaccia del cambiamento climatico. Alcuni scienziati, assieme ai dirigenti dell’Ipcc, sono stati accusati di conflitto di interesse in quanto collegati a movimenti o aziende che potrebbero beneficiare di incentivi economici o ricadute positive d’immagine grazie all’imposizione di restrizioni alle emissioni di Co2 [13].
A stabilirlo è stata un’indagine indipendente condotta dall’ex funzionario pubblico, Sir Muir Russel. Nel rapporto stilato dalla commissione d’inchiesta emerge che, dall’analisi delle oltre mille e-mail incriminate scambiate tra i climatologi del Cru, non sia affiorata alcuna prova che possa far dubitare dell’onestà e del rigore degli scienziati [9].
Il documento della commissione sottolinea tuttavia come, durante le indagini, i climatologi non abbiano dimostrato “un livello di trasparenza adeguato”. Ad uscire pulito dalle accuse è stato, principalmente, Phil Jones, capo del Cru e principale indagato. Nelle sue e-mail aveva infatti parlato di un trucchetto utilizzato nell’interpretazione di alcuni dati.
Inoltre aveva definito “una bella notizia” la morte di un climatologo scettico sul riscaldamento globale [9].

Note e Fonti:
[1] “The Guardian”, “Climategate report: the main points, di David Adam, 7 Luglio 2010
[2] “The American thinker”, “Cru’s source code: Climategate”, di Marc Sheppard, 25 Novembre 2009
[3] “Der Spiegel”,Heiberkrieg ums klima, di Axel Bojanowski, 3 Maggio 2010
[4] “Bbc News”, “Hackers target leading climate research unit, 20 Novembre 2009
[5] Tratto da www.educambiente.tv
[6] “La Pilgrim’s Society”, tratto dal libro “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”, www.disinformazione.it
[7] “The Order of Skull and Bones: everything you always wanted to know, but were afraid to ask”, di K. Milligan, pubblicato sul sito www.conspiracyarchive.com
[8] “The Wall Street Journal”, “Climategate: follow the money, di Bret Stephens, 1 Dicembre 2009
[9] “La Repubblica”, “Climategate, scagionati gli scienziati. Nessuna manipolazione dei dati, 7 Luglio 2010
[10] “Il riscaldamento globale ti fa bene!”, tratto dal libro “FIDATI! Gli scienziati siamo noi”, www.disinformazione.it
[11] “America’s Secret Establishment”, di Antony C. Sutton, liberty House Press. Bilings 1986, 207 e segg.
[12] “La bufala del riscaldamento globale”, tratto da http://effetto-serra.blogspot.com/
[13] “Wikileaks – il libro dei fatti che non dovevate sapere”, “Climategate”, di Ludovica Amici, 121-139

Nico ForconiControInformo.info